Perchè?

No, questa campagna è aperta a tutti. Anche se Possibile resta ovviamente aperto e disponibile a chiunque voglia partecipare al suo progetto politico.

Abbiamo scelto di privilegiare argomenti su cui si è legiferato in questa legislatura, su cui il parlamento a nostro avviso si è espresso male e spesso in aperto contrasto con quanto promesso agli elettori.

Gli argomenti in questione sono oggetto di discussione in parlamento e crediamo sia giusto lavorare a supporto dell’opera portata avanti da deputati e senatori con cui condividiamo queste battaglie.

Il ruolo dei cosiddetti “presidi manager” è a nostro avviso uno degli aspetti più controversi della riforma ed un quesito ad esso legato è inoltre quello che offre maggiori garanzie di approvazione da parte della Corte Costituzionale.

I referendum non possono trattare la materia economica, purtroppo quasi tutti i molti  elementi di negatività della riforma hanno a che fare con aspetti economici.

In ogni caso sono stati depositati diversi altri quesiti su questo argomento da parte di altri gruppi, nulla vieta di supportare sia la nostra campagna che la loro.

A nostro avviso aspettare significa slittare al 2017 e rischiare quindi di non votarli mai, questi referendum, e perdere così l’occasione di mobilitarci ora che la discussione su questi provvedimenti è ancora fresca.

C’è poi da dire che noi abbiamo lanciato la campagna due mesi fa, se quanti ora ci chiedono di aspettare ci avessero dato una mano da subito saremmo già a buon punto.

Nonostante tutto, c’è ancora molto tempo utile per raccogliere firme a sufficienza: noi ci crediamo e siamo disposti a passare l’estate a lavorare nell’interesse dei cittadini. E voi?

Nel rispetto delle opinioni di tutti, ci sembrano accuse ingiuste. Come detto, non abbiamo messo il cappello a questa campagna, quella di fare una proposta ai cittadini è una libertà di tutti, per fortuna, e ci siamo invece messi a disposizione di chiunque la voglia portare avanti con noi. Inoltre non siamo certo gli unici ad aver pensato allo strumento referendario per contrastare questa riforma, tanto è vero che sono stati presentati da altre sigle (anche provenienti dai mondi che ci attaccano) diversi altri quesiti su questo argomento.

Posto che il ritorno al Mattarellum (o comunque a un sistema maggioritario con college uninominali) per via referendaria non è considerato possibile da diversi esperti in materia, a nostro avviso è necessario mettere un freno alla deriva verticistica che questa legge elettorale rappresenta. Ci sembra sbagliato mettere nelle mani dei leader dei partiti la nomina dei propri parlamentari e ci sembra sbagliato che uno tra questi possa ottenere una maggioranza così ampia a fronte di un consenso popolare molto minore.

 

Come? (tutti i dettagli relativi alla raccolta e all’autenticazione delle firme li trovate in questo vademecum)

Possono firmare solo i cittadini italiani con diritto o di voto residenti in Italia, quindi con 18 anni compiuti al momento in cui firmano.

No, chiunque può firmare in qualsiasi comune si trovi.

Raccogliendo le firme, a chi decide di firmare bisogna chiedere per prima cosa la residenza. Durante la raccolta delle firme è buona norma distinguere i firmatari in base al comune di residenza, e raccogliere in fogli separati tutti i firmatari con residenza differente dal comune in cui ci si trova.

Sì, è necessario esibire un documento di identità valido e il suo numero va riportato sul modulo. I documenti validi sono la Carta d’Identità, la Patente di Guida e il Passaporto.

Tutte le persone interessate a questa campagna possono contribuire alla sua riuscita. Se vuoi impegnarti nella raccolta firme compila questo form, ti forniremo al più presto il materiale e le informazioni che ti serviranno per partecipare alla campagna.

Solo se si occupa il suolo pubblico con un banchetto o un gazebo. Se non si occupa suolo pubblico è possibile raccogliere le firme senza fare alcuna richiesta. Ad esempio, un volontario e un autenticatore possono girare per un mercato cittadino con la propria cartelletta senza fare alcuna richiesta.

Le firme per i referendum possono essere raccolte solo in presenza di un autenticatore/trice che dovrà autenticare le firme dei sottoscrittori.

Gli autenticatori/trici abilitati, in base alla legge 28 aprile 1998, n. 130 e all’art. 4 della legge 30 aprile 1999, n. 120 sono:

  • Notai
  • Giudici di pace
  • Segretari delle Procure della Repubblica
  • Cancellieri e collaboratori delle cancellerie delle Corti d’appello e dei Tribunali
  • Presidenti delle Province
  • Assessori provinciali
  • Presidenti di Consigli Provinciali
  • Segretari provinciali
  • Funzionari incaricati dal Presidente della Provincia
  • Consiglieri Provinciali (esclusi i consiglieri metropolitani) che comunichino la propria disponibilità al Presidente della Provincia.
  • Sindaci
  • Assessori comunali
  • Presidenti di Consigli Comunali
  • Segretari comunali
  • Funzionari incaricati dal Sindaco
  • Consiglieri Comunali che comunichino la propria disponibilità al Sindaco.
  • Presidenti dei Consigli Circoscrizionali
  • Vice Presidenti dei Consigli Circoscrizionali

 

La qualifica dell’autenticatore traccia i confine geografici entro i quali può operare. Non seleziona i firmatari, bensì il territorio entro il quale l’autenticatore può operare. Esempio: se l’autenticatore è un Consigliere Comunale o un dipendente del Comune di Reggio Emilia, può autenticare firme solo nel territorio del Comune di Reggio Emilia. Ciascun cittadino di qualunque provenienza che si trovi a Reggio Emilia può firmare. Fanno eccezione i cancellieri del Tribunale e della Corte di Appello che mantengono una competenza relativa ai comuni compresi nella relativa circoscrizione (vedere Circolare del Ministero degli Interni luglio/99).