Referendum #8Sì. Trecentomila firme, grazie a voi

Oltre tremila banchetti e trecentomila firme in poco più di due mesi. Questo il bilancio numerico della raccolta firme per gli otto quesiti referendari proposti da Possibile. Come sottolineano i tre promotori, Giuseppe Civati, Luca Pastorino, Andrea Pertici, nella lettera che riportiamo in calce, “sono firme raccolte dalle donne e dagli uomini di Possibile”, nel pressochè totale silenzio dei media mainstream. Si tratta dunque di un grande risultato del nostro popolo che si è mobilitato in questi mesi, ha contattato milioni di persone, si è confrontato sui quattro temi della campagna, connettendosi con la speranza di un’Italia diversa, e “possibile”. Leggi tutto
Un paese democratico
Un ambiente sano
Un lavoro sicuro
Una scuola per tutti
Mille piazze hanno firmato per i referendum
Diecimila volontari si sono mobilitati
Questo è Possibile
Uno strumento nelle mani dei cittadini,
per promuovere battaglie
per l’uguaglianza e la trasparenza.
 
Sei tu il motore del cambiamento!
 

Istruzioni per la spedizione dei moduli
Spedire i moduli certificati a:
COMITATO REFERENDUM POSSIBILE
Via di Portonaccio, 23/B 00159 ROMA
Per la procedura di imbustamento dei moduli, al fine di favorire un’archiviazione agile e veloce del materiale iniviato al Comitato Nazionale, dividere in questo modo:

– MODULI AUTENTICATI E CERTIFICATI Dividere per quesito e apporre a ciascun blocco il foglio Certificate.pdf. – MODULI AUTENTICATI NON CERTIFICATI O CERTIFICATI SOLO IN PARTE Devono arrivarci divisi in fascicoli (fascicolo = 8 moduli dei quesiti da 1 a 8 sui quali hanno firmato le stesse persone, ordinarli nell’ordine dei quesiti) per favorire una quanto più possibile rapida certificazione. Allegare a ogni fascicolo il foglio Non-certificati-o-misti.pdf.

La democrazia non è un orologio che va caricato una volta ogni cinque anni.
I cittadini di questo Paese hanno il diritto di poter esercitare la loro sovranità e incidere sulle scelte di chi li governa.
Il panorama politico attuale non offre loro questa possibilità. Non consulta la propria base o i propri elettori, ignora le loro richieste, non mantiene quanto promette in campagna elettorale.
Noi non ci accontentiamo di promettervi il cambiamento alle prossime elezioni se ci darete il vostro voto. Mettere un freno alle politiche sbagliate di questo governo e di questo parlamento è possibile. Farlo ora, prima che queste scelte vadano a intaccare la vita degli italiani, è possibile.

L’idea è quella di condividere con voi una serie di quesiti, sui temi fondamentali della vita politica del nostro Paese. La sfida referendaria consentirebbe di restituire ai cittadini la sovranità che hanno smarrito, rispetto a quanto successo in Parlamento in questi due anni.
Una ventata d’aria fresca che diradi la cappa afosa che tiene stretta l’Italia in una morsa. Che spazzi via il clima verticistico e autoreferenziale della politica attuale e restituisca la sovranità al popolo.
E come il battito d’ali di una farfalle può scatenare una tempesta dall’altra parte del mondo, così ognuno di noi può contribuire a questa ventata di democrazia con un piccolo gesto: basta una firma, o meglio otto.

Otto come i quesiti che vi poniamo (e ci poniamo) e che abbracciano quattro grandi temi:
– la democrazia e la sovranità popolare
– la riconversione ecologica dell’economia
– la tutela dei diritti dei lavoratori
– la tutela della docenza e dell’apprendimento
Temi che affrontano e mettono un freno alle storture legate alla riforma elettorale, al Jobs Act, allo Sblocca Italia e le grandi opere, alla riforma sulla scuola.

Temi che affrontano e mettono un freno alle storture legate all’Italicum, al Jobs Act, allo Sblocca Italia, alla Buona Scuola.Tre grandi temi, divisi in otto quesiti, per un’unica grande campagna che vi proponiamo di portare avanti insieme, ognuno col suo contributo: chi (come detto) con la sua firma, chi mettendosi a disposizione per i banchetti e la raccolta firme, chi tra le tante persone di buona volontà nelle nostre istituzioni per autenticare queste firme. La formula è quella dell’uguaglianza, contenuta nel nostro simbolo, ma non vogliamo mettere il cappello su una campagna che consideriamo di tutti e che a tutti si rivolge. Nessuna volontà di protagonismo, mettiamo a disposizione la nostra organizzazione. Nessuna paternità, se non la proposta di provarci. E nessuna primogenitura. Sarebbe bello se i ‘progenitori’ fossero diversi e fossero più di un milione di cittadine e cittadini liberi.
campagna.fw